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Incidenza di tromboembolismo polmonare e venoso nelle gravidanze dopo fecondazione in vitro


È stato stimato il rischio di embolia polmonare e di tromboembolia venosa nelle donne in gravidanza dopo fecondazione in vitro.

In Svezia, sono state selezionate 23.498 donne che avevano partorito dopo la fecondazione in vitro tra il 1990 e il 2008, e 116.960 donne abbinate individualmente con gravidanze naturali.

La principale misura di esito era il rischio di embolia polmonare e di tromboembolia venosa durante tutta la gravidanza e per trimestre.

Il tromboembolismo venoso si è verificato in 4.2/1.000 donne ( n=99 ) dopo la fecondazione in vitro rispetto a 2.5/1.000 donne ( n=291 ) con gravidanze naturali ( hazard ratio, HR=1.77 ).

Il rischio di tromboembolia venosa è aumentato durante l'intera gravidanza ( P minore di 0.001 ) e ha presentato differenze tra i trimestri ( P=0.002 ).

Il rischio è particolarmente aumentato durante il primo trimestre, 1.5/1.000 dopo la fecondazione in vitro contro 0.3/1.000 ( HR=4.22 ).

La percentuale di donne con embolia polmonare durante il primo trimestre è stata pari a 3.0/10.000 dopo la fecondazione in vitro contro 0.4/10.000 ( HR=6.97 ).

In conclusione, la fecondazione in vitro è risultata associata a un aumentato rischio di embolia polmonare e di tromboembolia venosa durante il primo trimestre di gravidanza.
Il rischio di embolia polmonare era basso in termini assoluti, ma poiché la condizione è una delle principali cause di mortalità materna e il sospetto clinico è fondamentale per la diagnosi, la consapevolezza di questo rischio è importante. ( Xagena2013 )

Henriksson P et al, BMJ 2013; 346: e8632

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